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Monumento occitano Monumän uzitàn
Arnaut Daniel il miglior fabbro del parlar patois
Nell'estate 2007 è stato posto un monumento in Piazza Martiri della libertà ('l Mai), dono
del Sindaco Piero Biolati, con una targa che riporta alcuni versi della Divina Commedia di Dante in
cui il Poeta incontra il trovatore provenzale Daniel Arnaut.
Nel Canto XXVI del Purgatorio, Dante sale al VII girone, quello dei lussuriosi pentiti. Qui il Poeta
incontra l'anima di Guido Guininzelli da lui considerato il più grande dei poeti stilnovisti,
che con i suoi mirabili versi seppe cantare l'amore puro. Il Guininzelli addita a Dante uno spirito,
compagno di pena nell'attesa del Divino perdono, e lo indica quale "miglior fabbro del parlar
materno".
Si tratta del trovatore provenzale Arnaut Daniel, uno dei massimi rappresentanti del trobar clus
del XII secolo.
Il Guininzelli dice al Poeta che l'Arnaut superò con i suoi dolci versi, tutti quelli che
scrissero
liriche d'amore ed è da considerarsi il più grande poeta in lingua volgare. L'Arnaut compose
i suoi versi di rime dolci e leggiadre con stile perfetto, utilizzando la sua lingua materna:
il provenzale
(lingua d'oc secondo la classificazione che lo stesso Dante fa nel De Vulgari eloquentia;
occitano o patois
direbbero oggi alcuni).
Avvicinatosi all'Arnaut, Dante gli rivolge la parola e lo ascolta parlare con i suoi insuperabili
versi:
Tan m'abellis vostre cortes deman,
qu'ieu no me puesc ni voill a vos cobrire.
Ieu sui Arnaut, que plor e vau cantan;
consiros vei la passada folor,
e vei jausen lo jorn qu'esper, denan.
Ara vos prec, per aquella valor
que vos condus al som de l'escalina,
sovenha vos a temps de ma dolor!
(Purgatorio, XXVI, 139-147)
Tanto mi piace la vostra cortese domanda,
che io non mi posso ne voglio celare a voi.
Io sono Arnaldo, che piango e vado cantando;
afflitto vedo la passata follia,
e vedo gioioso, innanzi a me, il giorno che spero.
Ora vi prego, per quella virtù
che vi conduce al sommo della scala,
vi sovvenga a tempo della mia pena!
Così il sommo Poeta del volgare italiano rende onore al sommo Poeta provenzale e, con
questi, a quella
letteratura e quella cultura che produssero mirabili versi nella lingua madre del nostro
patois e che ci
consegnarono una nobile lingua, trasformata nei secoli nella forma attuale che in qualche
angolo di strada
ancora si sente pronunciare con le sue dolci melodie.
Comune di Salbertrand
Piazza Martiri della libertà, 1
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